Lo Statuto

Statuto dell’Associazione di volontariato

“IL MOSAICO”

Articolo 1. Denominazione

E’ costituita l’Associazione di volontariato denominata “IL MOSAICO”, nel prosieguo semplicemente “Associazione”.

Articolo 2. Sede

L’Associazione ha sede in Giussano (MB).

Il trasferimento della sede dell’Associazione in altro indirizzo nell’ambito del Comune di Giussano non comporterà la necessità di modificare il presente statuto salva l’effettuazione delle necessarie comunicazioni agli Enti ed alle Istituzioni competenti.

Il trasferimento della sede principale in altro Comune deve essere deciso con deliberazione dell’Assemblea. Il Consiglio Direttivo, con sua deliberazione, può trasferire la sede nell’ambito dello stesso Comune. Il Consiglio Direttivo, sempre con sua deliberazione, può inoltre istituire sedi secondarie su tutto il territorio nazionale e all’estero.

Articolo 3. Durata

La durata dell’Associazione è illimitata.

Articolo 4. Scopi e finalità

L’Associazione è apolitica e indipendente e svolge la propria attività, senza finalità di lucro, con l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale verso le persone con disabilità.

L’organizzazione di volontariato “IL MOSAICO” ha la forma giuridica della libera Associazione ex artt. 36 e seguenti del C.C., è disciplinata dal presente statuto, ed agisce nei limiti della Legge 11 agosto 1991 n. 266, della l.r. 1/2008, del Codice del Terzo Settore, D.Lgs. 117/2017, e successive disposizioni di legge ad esso riferibili, nonché in conformità dei principi generali dell’ordinamento giuridico.

L’Associazione esaurisce le proprie finalità nell’ambito territoriale della Regione Lombardia.

Lo statuto è basato sulla democraticità e sulla trasparenza.

Le attività svolte dall’Associazione sono dirette ad arrecare benefici alle persone con disabilità per il perseguimento delle finalità di carattere sociale.

L’Associazione, infatti, in armonia con i principi Costituzionali che garantiscono i diritti inviolabili della persona, qualunque siano le condizioni personali o sociali, ritiene che soprattutto chi è in situazione di disabilità, sia intellettiva che relazionale, possieda il diritto inalienabile ad una vita libera e tutelata, il più possibile indipendente, nel pieno rispetto della propria dignità.

I principi generali e i valori a cui si ispirano gli aderenti alla Associazione sono espressi nella “CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIO”, documento interno redatto dai volontari della Associazione e approvato dal Consiglio Direttivo.

In particolare, per il raggiungimento di detti scopi, l’Associazione si prefigge di svolgere a loro favore le seguenti attività, il cui elenco si intende a titolo puramente esemplificativo e non esaustivo:

  • sviluppare una cultura della solidarietà e dell’inclusione sociale delle persone con disabilità;
  • stabilire rapporti con gli enti locali e con i centri pubblici e privati operanti nel settore della disabilità;
  • sostenere la prevenzione e la conoscenza della disabilità, sostenere il benessere, la tutela e l’assistenza sociale e sanitaria delle persone con disabilità e delle loro famiglie;
  • promuovere lo scambio di informazioni di carattere legislativo e sociale sul tema della disabilità;
  • favorire attraverso azioni positive, di sostegno e di sensibilizzazione o anche tramite bandi e/o concorsi, l’integrazione scolastica, le attività legate al tempo libero, la qualificazione e l’inserimento nel mondo del lavoro, lo sviluppo delle politiche a sostegno della famiglia e del “Dopo di noi”;
  • promuovere, costituire, amministrare strutture sociali e socio-assistenziali;
  • fornire supporto sociale e psicologico alle famiglie;
  • dare supporto nella ricerca del lavoro attraverso la stesura di curriculum vitae e l’indirizzamento nelle agenzie di lavoro interinale;
  • indirizzare le persone con disabilità e le loro famiglie nei servizi sociali che rispondano alle loro necessità personali e abitative;
  • attivare pratiche per le pensioni sociali e di invalidità;
  • coinvolgere le persone con disabilità come parte attiva nelle opere e nelle attività che svolgerà l’Associazione per raggiungere i suoi obiettivi: ad esempio raccolta fondi, sistemazione ambienti.

Per la promozione e il perseguimento di tali obiettivi, l’Associazione avrà particolare riguardo nel curare i rapporti con tutti gli enti e le Agenzie del terzo settore delle città in cui opera.

L’Associazione si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione con altri Enti privati e con gli Enti Locali di riferimento, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni.

L’Associazione è aperta a chiunque ne condivida i principi e le finalità.

L’Associazione si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni volontarie, personali e gratuite dei propri aderenti.

L’Associazione potrà altresì svolgere tutte le attività connesse al proprio scopo istituzionale, nonché tutte le attività accessorie, in quanto ad esso integrative e strumentali, anche se svolte in assenza delle condizioni previste in questo articolo purché non incompatibili con la sua natura di associazione e realizzate nei limiti consentiti dalla legge.

L’Associazione può inoltre svolgere attività commerciali e produttive marginali, nei modi e nei limiti indicati dalla normativa vigente. L’Associazione, qualora se ne presentasse la necessità potrà, per il raggiungimento degli scopi sociali, stipulare accordi o convenzioni con professionisti esterni, Enti sia pubblici che privati.

Articolo 5. Soci dell’Associazione

L’Associazione si compone di un numero illimitato di soci.

Sono soci dell’Associazione coloro che abbiano sottoscritto l’atto costitutivo e tutti coloro che, persone fisiche, condividendo gli scopi e le finalità dell’organizzazione, vengono accettati come tali dal Consiglio Direttivo a seguito di domanda scritta.

Chiunque intenda diventare socio deve:

– presentare domanda scritta su apposito modello da inoltrare al Consiglio Direttivo;

– accettare e condividere quanto indicato nel presente Statuto, nella Carta dei Valori o in eventuali Regolamenti.

L’adesione decorrerà dalla data di delibera del Consiglio Direttivo, il quale prenderà in esame le domande dei nuovi aderenti nel corso della prima riunione successiva alla data di presentazione e ne delibererà l’iscrizione nel libro soci dell’Associazione.

Tutti i soci hanno uguali diritti e doveri. Ciascun socio maggiorenne ha diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie.

I soci hanno il dovere di contribuire con ogni mezzo alla realizzazione delle finalità dell’Associazione, in particolare si impegnano a investire nella formazione personale e ad accrescere la propria sensibilità sugli ideali e sui valori espressi dall’Associazione.

I soci hanno diritto di ricevere all’atto dell’ammissione all’Associazione, la tessera sociale, nonché di poter partecipare a tutte le iniziative poste in essere dall’Associazione.

Tutti i soci sono tenuti al pagamento della quota associativa, nella misura stabilita dal Consiglio Direttivo.  La quota associativa vale per l’anno solare in cui è versata.

I Soci non in regola con il pagamento delle quote sociali non possono partecipare alle riunioni dell’Assemblea; essi non sono elettori e non possono essere eletti alle cariche sociali.

Le partecipazioni associative sono intrasmissibili; il divieto di trasmissibilità vige anche nei confronti degli eredi in caso di decesso del socio e nei confronti del socio stesso nei casi di recesso od esclusione. Le quote associative non sono rivalutabili ad alcun titolo.

L’Associazione garantisce una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo ogni limitazione in funzione della temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per i soci di maggiore età il diritto di voto nelle Assemblee ordinarie e straordinarie.

I soci devono svolgere la propria attività in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro; l’attività di volontariato non è dunque retribuita in nessun modo.

I soci hanno il diritto di essere rimborsati esclusivamente delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, ai sensi di legge e sulla base del regolamento che verrà predisposto dall’Associazione stessa.

I soci volontari verranno iscritti come tali nell’apposito registro tenuto a norma di legge.

Per meglio gestire l’organizzazione delle attività, si chiede ai soci volontari di garantire un impegno non occasionale, indipendentemente dal numero di ore o giornate in cui si rendono disponibili a favore dell’Associazione.

L’Associazione, in quanto organismo di volontariato, è tenuta a stipulare apposita assicurazione per i volontari contro gli infortuni e le malattie connesse allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso terzi.

Il Consiglio Direttivo può anche accogliere l’adesione di persone giuridiche, nella persona di un solo rappresentante designato con apposita deliberazione dell’istituzione interessata.

Articolo 6. Perdita della qualifica di socio

La qualità di socio può venire meno per recesso volontario, decadenza, esclusione o decesso.

Nel primo caso (recesso volontario) il socio che non intende continuare a collaborare alle attività dell’Associazione deve darne comunicazione per iscritto al Consiglio Direttivo; tale recesso, unilaterale e non ricettivo, avrà decorrenza immediata dalla data della stessa comunicazione.

Nel secondo caso (decadenza) il Consiglio Direttivo può dichiarare decaduto d’ufficio il socio che non ha versato la quota associativa entro la scadenza annuale stabilita per il versamento.

Il socio decaduto può comunque ripresentare domanda di ammissione all’Associazione.

L’Assemblea, può dichiarare l’esclusione (terzo caso) del socio per: indegnità, condotta immorale o non conforme all’attività dell’Associazione; in particolare può essere escluso il socio che:

  1. non osserva i regolamenti interni e le deliberazioni prese a norma di statuto;
  2. svolga attività palesemente in contrasto con le finalità e gli scopi dell’Associazione;
  3. leda l’immagine dell’Associazione.

L’esclusione deve essere comunicata al socio per iscritto a mezzo lettera raccomandata. In caso di esclusione, il socio può richiedere, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui sopra, la convocazione immediata dell’Assemblea dell’Associazione per esporre in tale sede le proprie ragioni.

L’Assemblea può deliberare, in seguito al contraddittorio instaurato, la revoca del provvedimento di esclusione, con immediato reintegro del socio nei propri diritti e doveri.

Nel caso il cui il socio rivesta una carica sociale, decade immediatamente ed automaticamente da tale carica, salvo il reintegro di cui al punto precedente.

Articolo 7. Patrimonio ed Entrate

Il patrimonio iniziale dell’Associazione è costituito dai conferimenti in danaro eseguiti in sede di costituzione dai soci fondatori.

Esso si incrementerà dei conferimenti, contributi, lasciti e donazioni, nonché degli eventuali avanzi di esercizio, secondo le determinazioni del Consiglio direttivo o della volontà dei soggetti conferenti, contributori e donanti.

Le risorse economiche (entrate) dell’Associazione sono costituite da:

– contributi;

– donazioni e lasciti;

– fondi di riserva rappresentati dagli avanzi di gestione;

– manifestazioni e altre iniziative di raccolte occasionali di fondi;

– ogni altro tipo di entrata derivante dalle attività dell’associazione, anche avente natura commerciale marginale, nel rispetto della normativa vigente.

I contributi degli aderenti sono costituiti dalle quote di adesione annuale che saranno determinate nella misura utile allo svolgimento dei programmi di attività deliberati in conformità alle finalità statutarie dell’organizzazione.

Articolo 8. Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione:

  1. l’Assemblea dei Soci;
  2. il Consiglio Direttivo;
  3. il Presidente ed il Vice Presidente;
  4. il Segretario;
  5. il Tesoriere;
  6. Organi di controllo e revisione, qualora la loro istituzione venga deliberata dall’Assemblea dei Soci o divenga obbligatoria per legge;
  7. Il Collegio dei Probiviri, qualora la sua istituzione venga deliberata dall’Assemblea dei Soci o divenga obbligatoria per legge.

Le cariche sociali sono elettive, con libera eleggibilità e gratuite.

Può essere previsto esclusivamente un rimborso spese a piè di lista per gli adempimenti effettuati in ragione dell’ufficio.

Articolo 9. Assemblea dei soci

L’Assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità degli associati e le sue deliberazioni, prese in conformità alla legge ed al presente statuto, obbligano tutti gli associati. L’Assemblea è il massimo organo deliberante.

In particolare, l’Assemblea ha il compito di:

  1. eleggere i membri del Consiglio Direttivo;
  2. deliberare sugli argomenti che siano sottoposti alla sua approvazione dal Consiglio Direttivo;
  3. approvare il bilancio consuntivo e quello preventivo e la relazione annuale predisposti dal Consiglio Direttivo;
  4. deliberare sulle modifiche dello statuto dell’Associazione, sull’eventuale scioglimento dell’Associazione e sulla conseguente devoluzione del suo patrimonio nel rispetto del successivo articolo 18.
Articolo 10. Deliberazioni assembleari

Il Consiglio Direttivo deve convocare l’Assemblea degli associati almeno una volta all’anno, entro cinque mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, per l’approvazione del relativo bilancio. Essa deve essere inoltre convocata quando il Presidente o il Consiglio Direttivo ne ravvisi la necessità o quando ne sia fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati.

La convocazione deve essere fatta senza obblighi di forma, purché con mezzi idonei, di cui si abbia prova di ricezione da parte dei destinatari, inoltrati con almeno 7 giorni di preavviso rispetto alla data della riunione stabilita.

L’avviso di convocazione deve contenere l’ordine del giorno ed il giorno e l’ora fissati per l’adunanza.

L’Assemblea può essere ordinaria o straordinaria.

L’Assemblea Straordinaria delibera eventuali modifiche al presente Statuto e lo scioglimento o la liquidazione dell’Associazione.

L’Assemblea Straordinaria può essere convocata, con le stesse modalità previste per l’Assemblea Ordinaria, dalla maggioranza semplice del Consiglio Direttivo, dal Presidente oppure da parte di due terzi degli aderenti all’Associazione.

Per la validità delle Assemblee, in prima convocazione occorre che siano presenti o rappresentati almeno la metà dei soci e le delibere siano assunte a maggioranza dei voti.

Nel caso di seconda convocazione, l’Assemblea sarà valida, ad eccezione di quanto previsto per lo scioglimento, qualunque sia il numero dei soci presenti in proprio o per delega e delibererà sempre a maggioranza semplice.

Le deliberazioni delle Assemblee sono assunte a maggioranza dei soci presenti in proprio o tramite delega, a mezzo di alzata di mano o di scrutinio segreto.

Ogni socio ha diritto ad un voto e può rilasciare per iscritto la propria delega ad un altro socio. Ciascun socio può rappresentare unicamente un altro socio.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente e in sua assenza dal Vice Presidente o da un Consigliere scelto dai soci tra i più anziani.

Di ogni Assemblea deve essere redatto il verbale da trascrivere sul libro verbali, e ivi sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. Detto libro verbali, unitamente ai bilanci e a tutti gli altri libri, atti e registri dell’Associazione, resta a disposizione di tutti gli associati per la consultazione presso la sede dell’Associazione.

Le decisioni assunte dalle Assemblee sono vincolanti per tutti gli aderenti.

Articolo 11. Il Consiglio Direttivo

L’Associazione è gestita da un Consiglio Direttivo, formato da un numero di membri da cinque a nove, eletti dall’Assemblea al proprio interno ogni tre anni e rieleggibili.

I membri del Consiglio Direttivo eleggeranno al proprio interno il Presidente dell’Associazione, il Vice Presidente, Il Segretario e il Tesoriere.

Il Consiglio Direttivo si raduna su invito del Presidente ogni qualvolta se ne dimostri l’opportunità oppure quando ne faccia richiesta scritta almeno un terzo dei membri del Consiglio stesso. Ogni membro del Consiglio Direttivo dovrà essere invitato alle riunioni almeno tre giorni prima; solo in caso di urgenza il Consiglio Direttivo potrà essere convocato nelle ventiquattro ore precedenti.

La convocazione deve essere fatta a mezzo di messaggio elettronico, fax o lettera e dovrà indicare gli argomenti posti all’ordine del giorno. In caso di particolare urgenza la convocazione potrà essere effettuata anche verbalmente o tramite telefonata.

Per la validità delle riunioni del Consiglio Direttivo è necessaria la presenza della maggioranza dei Suoi membri.

Le riunioni sono presiedute dal Presidente o in sua assenza da Vice Presidente o da altro membro del Consiglio più anziano per partecipazione all’Assemblea.

Le funzioni di Segretario sono svolte dal Segretario dell’Associazione.

Il Consiglio Direttivo delibera:

  1. a maggioranza di voti espressi per le delibere relative all’ordinaria amministrazione;
  2. con il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto al voto per le delibere relative all’ammissione di nuovi soci e ad argomenti di straordinaria amministrazione.

In caso di parità nelle votazioni, prevale il voto del Presidente.

Delle deliberazioni stesse sarà redatto verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Il Consiglio Direttivo si riunisce presso la sede sociale o nel luogo indicato nell’avviso di convocazione.

Il Consiglio è validamente costituito anche in mancanza di formale convocazione quando siano presenti tutti i suoi membri aventi diritto di voto.

Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione dell’Associazione, ad eccezione di quelli che per legge o statuto spettano all’Assemblea.

In particolare il Consiglio Direttivo si occupa di:

  1. fissare le norme per il funzionamento dell’Associazione;
  2. predisporre il bilancio preventivo dell’Associazione;
  3. predisporre il bilancio consuntivo dell’Associazione sottoponendolo poi all’approvazione dell’Assemblea;
  4. redigere a consuntivo la relazione annuale;
  5. determinare il piano di lavoro in base alle linee d’indirizzo contenute nel programma generale indicato dall’Assemblea, promuovendo e coordinando l’attività e autorizzando la spesa;
  6. deliberare in merito all’ammissione di nuovi soci;
  7. stabilire la quota associativa annuale, da sottoporre a ratifica da parte dell’Assemblea;
  8. assumere eventuale personale dipendente, nei limiti della capacità di spesa dell’Associazione;
  9. curare i rapporti con altre associazioni o presenze educative territoriali sia private che pubbliche.

Sarà facoltà del Consiglio Direttivo preparare e stilare uno o più Regolamenti che, conformandosi alle norme del presente statuto, dovranno regolare gli aspetti pratici e particolari della vita dell’Associazione.

Se vengono a mancare uno o più consiglieri, il Consiglio Direttivo provvede a sostituirli, nominando al loro posto i primi non eletti nell’ultima votazione precedente o, in caso di assenza di questi ultimi, cooptando gli elementi mancanti, salvo successiva ratifica da parte della prima Assemblea convocata.

I nuovi consiglieri scadono insieme a quelli che sono in carica all’atto della loro nomina. Se vengono a mancare consiglieri in numero superiore alla metà, i consiglieri restanti devono convocare l’Assemblea per nuove elezioni.

Articolo 12. Il Presidente e il Vice Presidente

Il Presidente ed il Vice Presidente sono eletti dal Consiglio Direttivo tra i suoi componenti a maggioranza dei voti.

Il Presidente:

  1. ha la firma e la rappresentanza legale dell’Associazione nei confronti dei terzi e in giudizio;
  2. è autorizzato ad eseguire incassi e accettazione di donazioni d’ogni natura a qualsiasi titolo da pubbliche amministrazioni, da enti e da privati, rilasciandone liberatorie quietanze;
  3. ha la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l’Associazione davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa;
  4. ha la facoltà di delegare i propri poteri di firma al Vice Presidente, al Segretario, al Tesoriere, ai Consiglieri, ed ad eventuali collaboratori per gli adempimenti di ordinaria amministrazione che si rendessero necessari per la vita associativa, in riferimento alle specifiche competenze;
  5. convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
  6. in caso di necessità ed urgenza assume i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, sentito il Vice Presidente e il Tesoriere, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione successiva.

In caso di sua assenza o di impedimento le sue funzioni sono svolte dal Vice Presidente.

Articolo 13. Segretario

Il Segretario viene eletto dal Consiglio Direttivo al proprio interno.

Il Segretario redige i verbali dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo; ha inoltre la responsabilità della corretta tenuta dei libri sociali. Detti libri devono essere in ogni momento consultabili dai soci che hanno altresì diritto di chiederne estratti.

Egli esercita inoltre ogni altra funzione ad esso demandata dall’Assemblea, dal Consiglio Direttivo, e dal Presidente.

Articolo 14. Tesoriere

Il Tesoriere viene eletto dal Consiglio Direttivo al proprio interno.

Al Tesoriere è devoluto il compito della specifica gestione amministrativa dell’Associazione.

Al Tesoriere spetta il compito di tenere e aggiornare i libri contabili nonché di collaborare alla predisposizione del bilancio dell’Associazione e di sovrintendere a tutta l’attività amministrativa vigilando per una corretta ed equilibrata gestione.

Egli dovrà periodicamente descrivere la situazione economica e finanziaria dell’Associazione al Presidente e al Consiglio Direttivo ed all’Assemblea in sede d’approvazione di bilancio o su richiesta della stessa.

Il Tesoriere potrà essere delegato dal Presidente a sottoscrivere con firma libera eventuali atti e documenti di competenza del suo specifico ufficio.

Articolo 15. Direttore

Il Consiglio Direttivo può nominare un direttore stabilendone compiti e funzioni.

Il Direttore, previa delega (generale o speciale) da parte del consiglio stesso:

– concorda e sottoscrive convenzioni, contratti ed accordi con soggetti terzi;

– coordina e porta a compimento progetti individuati dal Consiglio Direttivo.

Il Consiglio Direttivo provvederà all’atto della nomina del Direttore a determinarne il compenso, la durata dell’incarico, strumenti di verifica del suo operato ed eventuale recesso della delega.

Il Direttore non può essere scelto tra i soci dell’Associazione.

Articolo 16. Organi di controllo e revisione

L’Organo di controllo, sia esso collegiale o monocratico, è eletto dall’Assemblea qualora la stessa lo ritenga necessario o in caso di obbligo di legge.

Dura in carica tre anni e può essere rieletto.

L’Organo di controllo vigila sull’osservanza della legge e dello statuto e sui principi di corretta amministrazione, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento.

Esso può essere organismo collegiale composto da tre membri, ovvero anche organo monocratico, nominato e regolato secondo quanto previsto nell’art. 30 del Codice del Terzo Settore (D. Lgs. 117/2017).

Ove non sia nominato un Revisore Legale, e almeno uno dei suoi componenti sia un revisore legale iscritto all’apposito registro, lo stesso organo di controllo esercita anche il controllo contabile di cui al comma seguente del presente articolo.

Il Revisore legale provvede al riscontro della gestione finanziaria, accerta la regolare tenuta delle scritture contabili, esprime il suo parere mediante apposite relazioni sui bilanci preventivi e sui conti consuntivi, effettua verifiche di cassa e banca.

Il Revisore può assistere alle riunioni dell’assemblea e del Consiglio Direttivo, dura in carica tre anni e può essere rieletto.

Art.17. Collegio dei Probiviri

L’Assemblea dei soci potrà eleggere, se lo riterrà opportuno, un Collegio dei Probiviri composto da tre membri, scelti fra i soci maggiorenni in regola con il pagamento della quota associativa.

I membri del collegio durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

Il collegio è presieduto da un Presidente eletto a maggioranza fra i suoi componenti.

Il collegio decide sulle controversie che dovessero insorgere tra associati, tra questi e l’Associazione o i suoi organi. Esso giudicherà ex bono et aequo senza formalità di procedura.

Avverso il giudizio del collegio, sarà possibile ricorrere al giudice ordinario.

Articolo 18. Esercizi sociali e Bilancio

L’esercizio sociale dura dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Il bilancio consuntivo comprende la situazione economica, patrimoniale e finanziaria relativa a ciascun esercizio, mentre il bilancio preventivo reca il presumibile fabbisogno del successivo esercizio.

Il bilancio preventivo e quello consuntivo sono redatti dal Consiglio Direttivo, con l’ausilio del Segretario, e sottoposti al vaglio dell’Assemblea dei soci secondo modalità e termini di cui al presente statuto.

Il bilancio consuntivo deve essere accompagnato da una relazione, a cura dei revisori, che illustri l’attività nel suo complesso e l’andamento della gestione nei vari settori in cui l’Associazione ha operato, anche con riferimento alle singole erogazioni effettuate nell’esercizio.

La relazione deve anche esplicitare la politica degli investimenti e degli accantonamenti.

Il bilancio consuntivo e preventivo devono essere presentati in Assemblea, entro il 31 maggio di ciascun anno.

Il bilancio consuntivo verrà reso pubblico a norma di legge.

Dal bilancio consuntivo devono risultare i beni, i contributi e i lasciti ricevuti.

E’ fatto divieto all’Associazione di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima ed unitaria struttura.

Eventuali utili o avanzi di gestione dovranno essere impiegati obbligatoriamente per la realizzazione delle attività istituzionali o di quelle ad esse direttamente connesse.

Qualora esistente, i bilanci devono essere portati a conoscenza del Collegio dei Revisori prima della discussione in Assemblea e comunque entro quindici giorni precedenti la stessa.

Articolo 19. Scioglimento dell’Associazione

Lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio può essere deliberata dall’Assemblea con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

In caso di scioglimento dell’Associazione sarà nominato un liquidatore scelto anche fra i non soci. Eseguita la liquidazione di tutti i beni mobili o immobili, estinte le obbligazioni in essere, tutti i beni residui saranno devoluti a beneficio di altre organizzazioni di volontariato o a fini di pubblica utilità, sentita la Regione competente, e l’organismo di controllo del terzo settore di cui alle legge 662/96, salvo diversa destinazione imposta dalla legge, conformemente a quanto disposto dalla normativa vigente.

Lo scioglimento potrà avvenire per i seguenti motivi:

  • conseguimento dell’oggetto sociale e/o impossibilità sopravvenuta di conseguirlo;
  • impossibilità di funzionamento per il venir meno del numero dei soci indispensabile per il conseguimento dei propri fini;
  • ogni altra causa che dovesse compromettere le ispirazioni di fondo che animano l’Associazione e/o che dovesse impedire lo svolgimento dell’attività.
Articolo 20. Norme di riferimento

Per quanto non è previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle leggi vigenti in tema di volontariato (Legge 11 agosto 1991 n. 266, Legge Regione Lombardia 24 luglio 1993 n. 22, Codice del Terzo Settore di cui al D.Lgs. 117/2017 e successive disposizioni di legge ad esso riferibili).